Ministro Orlando, quando l’inesperienza pesa

Al momento della nomina dei Ministri del nuovo Governo Letta, quando è toccato al Ministero dell’Ambiente è circolata la stessa domanda sulle bocche di tutti gli addetti ai lavori, giornalisti e ambientalisti: Orlando chi? Il giovane Andrea Orlando non è in politica da molto e così non ha mai ricoperto incarichi importanti a livello nazionale. Il problema è che, andando a spulciare il suo curriculum, si scopre che in tutte le sue attività non si è mai occupato di ambiente. Alla lunga questa inesperienza è venuta fuori.

A quasi due mesi dalla sua nomina si è fatto sentire davvero poco e, di concreto, non ha realizzato nulla. L’unico tema su cui si è battuto a sufficienza fino a far approvare una legge è stato quello sugli OGM. Su questa tematica, a dir la verità, è stato aiutato non poco dall’Europa che contestualmente stava legiferando in materia. Poco male, verrebbe da dire, l’importante è che la legge si faccia. Peccato però che appena un contadino qualsiasi decida di violare la legge e piantare semi OGM sul suo terreno, il Ministro si volatilizzi.

Abbiamo parlato nei giorni scorsi di Giorgio Fidenato, il contadino che ha deciso di piantare mais geneticamente modificato in Friuli. Lo aveva già annunciato, ma il Ministro è rimasto in silenzio. Ha poi messo in pratica quello che aveva promesso, ed ancora dal Ministero dell’Ambiente zero assoluto. Soltanto quando ha dichiarato di voler espandere gli OGM in tutta Italia qualcosa si è mosso, ma non da parte di Orlando, ma da quella della Ministra per l’Agricoltura De Girolamo che gli ha inviato la forestale per i controlli. Ma proprio in quei giorni cosa faceva il Ministro dell’Ambiente? Lui era in Europa a parlare di buste di plastica, come riporta il suo status su Facebook. Insomma, perdeva tempo su un argomento già dato per assodato su cui non c’era nemmeno bisogno di discutere perché le buste di plastica stanno venendo bandite un po’ in tutto il mondo, tralasciando temi molto più importanti.

In questi mesi Orlando ha pronunciato tante belle parole. Purtroppo però solo quelle. Si è pronunciato ad esempio contro il condono edilizio ed a favore dell’abbattimento degli ecomostri, ma purtroppo lo ha fatto sempre con un certo e sospetto ritardo. Se ci fate caso, ogni dichiarazione del Ministro arriva mediamente 2-3 giorni dopo che il grande tema è scoppiato. I sospetti che ci vengono sono diversi: ha bisogno di così tanto tempo per documentarsi perché prima non era preparato? O deve chiedere consiglio (se non l’autorizzazione) a qualche dirigente più in alto del suo partito?

Purtroppo non tutto quello che Orlando ha dichiarato è stato positivo. Pochi giorni fa infatti ha dichiarato che vuol costruire due inceneritori in Campania per evitare le sanzioni europee. Ora, a parte che sarebbe meglio incentivare la differenziata rispetto a bruciare i rifiuti, ma l’assurdità sta nel fatto che anche l’incenerimento di materiale che sarebbe compostabile o riciclabile è reato per l’Unione Europea, e comporterebbe ulteriori sanzioni. Senza considerare i danni alla salute. E che dire della nomina di Enrico Bondi a commissario per l’Ilva? Non che abbiamo nulla contro Bondi, ma era stato proprio lui ad essere scelto dalla famiglia Riva per far uscire l’azienda dal pantano giudiziario in cui era caduta. Forse per risolvere il guaio che i Riva avevano combinato, anche a costo di espropriare tutti i loro beni, era il caso di non scegliere un loro uomo fidato.

Insomma, anche se le premesse sono migliori dei suoi colleghi precedenti (peggio di Prestigiacomo e Clini è difficile fare), non possiamo fino ad ora dirci soddisfatti di un Ministro che interviene in ritardo sui grandi argomenti, quando interviene, e dimostra di non essere molto preparato sulla materia che tratta. Diamogli tempo, ma considerando che il Governo difficilmente arriverà a 5 anni, forse è il caso di fargli un corso accelerato.

Via: http://www.ecologiae.com/ministro-orlando-inesperienza/69157/

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