Eolico, Legambiente denuncia 11 impianti italiani fermi

Proprio pochi giorni fa anche in Italia si è festeggiata la Giornata Mondiale del Vento, ma purtroppo sembra che il nostro Paese sia in grado soltanto di fare proclami ma poi, nel concreto, scompare. La prova evidente la abbiamo al largo delle coste adriatiche dove, stando ad una denuncia di Legambiente, ci sono 11 impianti eolici off-shore che potenzialmente sono in perfette condizioni, ma sono fermi a causa della solita burocrazia.

Ormai ci siamo abituati a vedere tanta buona volontà da parte degli italiani che si scontra con una macchina burocratica che non ne vuole sapere di mettersi in moto.

Se continuiamo così, perderemo definitivamente una buona occasione per uscire dal cemento e dal petrolio. Grazie a questi impianti eolici, infatti, si sarebbe prodotta energia pulita capace di soddisfare il fabbisogno di almeno 120mila famiglie, con vantaggi ambientali e economici che gli Enti locali avrebbero potuto far ricadere sul territorio nella forma di interventi di qualificazione della costa, di valorizzazione turistica e occupazione. Oggi che le rinnovabili garantiscono il 30% dell’energia elettrica consumata in Italia non dobbiamo fermarci ma, al contrario, spingere nella direzione di un modello energetico moderno, incentrato su efficienza energetica e rinnovabili

ha dichiarato Luzio Nelli, della segreteria regionale di Legambiente Abruzzo. E invece? E invece secondo Legambiente a spingere nella direzione contraria sarebbero le lobby dei combustibili fossili che, proprio come è stato dimostrato nel Global Wind Day 2013, stanno perdendo quote di mercato proprio in favore delle rinnovabili. Secondo le più recenti stime infatti, il solo comparto eolico ha le potenzialità per coprire un decimo del fabbisogno energetico italiano. Unito alle altre fonti come il solare e l’idroelettrico la quota delle fonti fossili arriverebbe a non più della metà, una perdita di soldi (e di potere) che per qualcuno è inaccettabile.

Ed invece, come afferma Nelli, i problemi riguardano le autorizzazioni che non arrivano mai e l’incertezza normativa.

È fondamentale togliere le barriere burocratiche e i limiti annui alle installazioni posti con i Decreti introdotti dal Ministro Passera, e dare certezza agli investimenti con nuove forme di incentivo che pesino sempre meno sulle bollette, aprendo alle innovazioni possibili, e semplificare il quadro normativo rispetto alla realizzazione degli impianti soprattutto per imprese e imprenditori

conclude Nelli.

Via: http://www.ecologiae.com/eolico-legambiente-impianti-fermi/69104/

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