Tumori: studio prova legame con smog

Uno studio europeo che ha coinvolto i ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano hadimostrato una stretta relazione tra inquinamento atmosferico e rischio di tumori al polmone. Tra i 9 paesi europei coinvolti l’Italia è risultato il paese più inquinato. Lo studio, pubblicato su Lancet Oncology, realizzato su un campione di oltre 300.000 persone è servito a dimostrare che più alta èla concentrazione di inquinanti nell’aria e maggiore è il rischio di sviluppare un tumore al polmone. Inoltre è emerso che i centri italiani monitorati hanno la più alta presenza di inquinanti.

Allo studio hanno collaborato 36 centri  europei, oltre 50 ricercatori. Ha contribuito un gruppo diricerca dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, guidato da Vittorio Krogh, responsabile della Struttura complessa di epidemiologia e prevenzione. Si tratta del primo lavoro sulla relazione tra inquinamento atmosferico e tumori al polmone che interessa un numero così elevato di persone, con un’area geografica di tale estensione e un rigoroso metodo per la misurazione dell’inquinamento.

Le persone sono state reclutate negli anni ’90 e sono state osservate per un periodo di circa 13 annisuccessivi al reclutamento, registrando per ciascuno gli spostamenti dal luogo di residenza iniziale. Del campione monitorato hanno sviluppato un cancro al polmone 2.095 individui. I casi di tumore sono stati poi analizzati in relazione all’esposizione all’inquinamento atmosferico nelle rispettive zone di residenza.

E’ stato misurato in particolare l’inquinamento dovuto alle polveri sottili tossiche presentinell’aria (particolato PM 10 e PM 2.5) dovute in gran parte alle emissioni di motori a scoppio, impianti di riscaldamento e attività industriali. Lo studio ha permesso di concludere che per ogni incremento di 10 microgrammi di PM 10 per metro cubo presenti nell’aria aumenta il rischio di tumore al polmone di circa il 22%. Tale percentuale sale al 51% per una particolare tipologia di tumore, l’adenocarcinoma. Questo è l’unico tumore che si sviluppa in un significativo numero di non fumatori lasciando quindi più spazio a cause non legate al fumo da sigaretta.

Inoltre si è visto che se nell’arco del periodo di osservazione un individuo non si è mai spostato dal luogo di residenza iniziale, dove si è registrato l’elevato tasso di inquinamento, il rischio di tumore al polmone raddoppia e triplica quello di adenocarcinoma. Le attuali normative della Comunità europea in vigore dal 2010 stabiliscono che il particolato presente nell’aria deve mantenersi al di sotto dei 40 microgrammi per metro cubo per i PM 10 e al di sotto dei 20 microgrammi per i PM 2.5.

Questo studio, tuttavia, dimostra che anche rimanendo al di sotto di questi limiti, non si escludedel tutto il rischio di tumore al polmone, essendo l’effetto presente anche al di sotto di tali valori. Dalla misurazione delle polveri sottili l’Italia è risultato essere tra i paesi europei più inquinati, infatti, in città come Torino e Roma sono stati rilevati in media rispettivamente 46 e 36 microgrammi al metro cubo di inquinanti PM 10 in confronto a una media europea decisamente più bassa, come ad esempio a Oxford 16 e a Copenaghen, 17. Il tumore del polmone rappresenta laprima causa di morte nei Paesi industrializzati. Solo in Italia nel 2010 si sono registrati 31.051 nuovi casi. Da solo rappresenta circa il 20% di tutte le morti per tumore nel nostro Paese. –

Via:  http://www.tg3.rai.it/dl/tg3/articoli/ContentItem-10222c57-5efb-4d2b-ba16-e5b57e9f3e48.html#sthash.8w4NZ00r.MsUljsb5.dpuf

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