Autostrada A27 “Aperta”

In questa sezione (in allestimento) potrete trovare tutti i documenti relativi al progetto di rendere la Autostrada A27 “D’Alemagna” ad accesso “aperto”, cioe’ togliendo i caselli e le barriere, creando dei “varchi” dotati di sensori ottici per la lettura della targa dei veicoli, ed istituendo una tariffazione forfettaria per gli utenti.

L’idea, condivisa e sostenuta anche dal Dott. Carlo Giacomini, docente allo IUAV in qualita’ di Urbanista, porterebbe inopinabili vantaggi alla viabilita’ dei comuni, come il nostro di Spresiano, su cui insistera’ la Pedemontana Veneta che soffriranno di un aumento importante di traffico e relativo inquinamento acustico, atmosferico e sinistrosita’.

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3 commenti

3 pensieri su “Autostrada A27 “Aperta”

  1. genitorispresiano

    Si allega il documento ““UNA PEDEMONTANA UTILE AL TERRITORIO E COMPATIBILE”.
    OSSERVAZIONI SULLO STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE
    DELLA SUPERSTRADA A PEDAGGIO PEDEMONTANA VENETA
    E PROPOSTE PER IL TRACCIATO.

    Trattasi di uno studio, coadiuvato anche dal Dott. Giacomini, dal quale si possono evincere contraddizioni, fatti, mancanze ed omissioni del progetto Pedemontana Veneta, seguite dalle valutazioni, sugerimenti e proposte da parte dei tecnici.
    Grazie per il Vostro lavoro molto interessante e chiaro.

    http://geograficamente.files.wordpress.com/2010/03/osservazioni-pedemontana1.pdf

  2. genitorispresiano

    CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO NONA LEGISLATURA

    INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N. 235

    CASELLO AUTOSTRADALE DELL’A27 A SANTA LUCIA DI PIAVE: A CHI SERVE VERAMENTE?

    presentata il 13 gennaio 2011

    Premesso che:
    – il 14 febbraio 2009, nella sede della Provincia di Treviso, è stato siglato un protocollo d’intesa tra l’Amministrazione provinciale e i comuni di Santa Lucia di Piave, di Mareno di Piave e di Cimadolmo per la creazione di un nuovo svincolo e del casello dell’A27;
    – il 12 maggio 2009 la Giunta provinciale di Treviso ha approvato il progetto preliminare relativo alla “Viabilità di collegamento alle SSPP 34 e 92” e il nuovo casello autostradale nel comune di Santa Lucia di Piave;
    – nel mese di dicembre 2010 è stato consegnato il progetto definitivo che sarà approvato a giorni dalla Provincia;
    – l’opera dovrebbe essere realizzata nei pressi dell’argine del Piave, tra il ponte autostradale e la località “il gabbiano” e – nelle intenzioni dei proponenti – risponderebbe ad una prioritaria esigenza della viabilità locale;
    – la nuova viabilità servirebbe a togliere dalla Pontebbana i mezzi pesanti e i TIR per il trasporto della ghiaia facilitando così il collegamento con l’A27 nelle zone di Cimadolmo e San Polo.
    Considerato che:
    – la A27 è stata inaugurata nel 1970 e nel corso dei suoi quasi quarant’anni di vita ha sempre registrato un traffico di proporzioni assolutamente modeste;
    – la distanza tra gli attuali caselli di Treviso nord e di Conegliano è di appena 18,6 Km, il che si traduce in tempi di percorrenza misurabili in pochi minuti;
    – a pochi km di distanza dal casello previsto verrà realizzato l’innesto dell’autostrada pedemontana veneta sull’A27 che disterà dallo stesso 6 Km e appena 3 Km dal casello Treviso Nord; saremo in presenza di ben 3 caselli autostradali in un’area del raggio di 4,7 Km con evidente spreco di territorio e di risorse economiche, ove si consideri che la distanza media tra i caselli autostradali in Italia risulta di circa 12 Km;
    – l’area interessata dal nuovo casello di Santa Lucia non è caratterizzata da forti insediamenti di carattere industriale o commerciale tali da rendere indispensabile un accesso facilitato alla rete autostradale; inoltre l’attuale stato di crisi generale non lascia certo presupporre una futura espansione degli insediamenti e del traffico;
    – la vicinanza di un vincolo stradale potrebbe creare condizioni favorevoli per le attività di cava con conseguente grave alterazione del paesaggio;
    – tra l’altro non si è ancora arrivati all’approvazione definitiva del Piano regionale per le attività di cava (PRAC);
    – la zona dove dovrebbe sorgere il casello è un’area ad elevata vocazione ambientale e rappresenta, nella provincia di Treviso, una delle “isole” a maggior grado di naturalità; inoltre è direttamente confinante con il greto del fiume Piave protetto dalla normativa “Natura 2000”;
    – la zona presenta una destinazione agricola di pregio con produzioni vitivinicole (raboso e prosecco) e orticole (asparagi) di assoluta eccellenza. Caratteristiche che peraltro lo stesso PTCP della Provincia di Treviso, adottato con delibera del Consiglio del 30 giugno 2008, riconosce e considera degne della massima tutela;
    – l’esperienza di questi ultimi decenni ci ha insegnato che spesso, nelle zone limitrofe agli svincoli autostradali, si sono presto venuti a creare insediamenti commerciali, artigianali ed industriali che hanno sfruttato la vicinanza a tali arterie.
    Valutato che i diversi fattori considerati fanno ritenere che la realizzazione del casello darà avvio ad un progressivo processo di degrado dell’intero comparto portando alla scomparsa di una parte di paesaggio ancora straordinariamente integro lungo l’argine del Piave, paesaggio caratterizzato da coni visuali che si estendono fino al castello di Collalto, alle colline e all’arco montano prealpino.
    Tutto ciò premesso e considerato il sottoscritto Consigliere regionale

    interroga la Giunta regionale

    per sapere:
    – quali siano le esatte proiezioni dell’attività di cava previste dagli Ambiti Territoriali Estrattivi che sono individuati nella zona interessata alla realizzazione del casello, in attesa anche dell’approvazione definitiva del Piano regionale per le attività di cava (PRAC);
    – quali siano le esatte proiezioni dei flussi di traffico previsti nella zona una volta realizzato il casello;
    – quali siano le reali disponibilità del gestore autostradale a valutare l’ipotesi di una A27 “aperta” con accessi intermedi anziché caselli.

  3. genitorispresiano

    Interrogazione alla Giunta Regionale sul casello autostradale dell’A27 a S. Lucia di Piave

    Venezia, 13 gennaio 2011

    La realizzazione del nuovo svincolo e casello dell’A27 nel Comune di Santa Lucia di Piave, che nelle intenzioni dei proponenti risponderebbe ad una prioritaria esigenza della viabilità locale, in realtà non tiene conto di una serie di elementi economici e ambientali che dovrebbero indurre tutti gli attori interessati ad un supplemento di riflessione. La zona presenta una destinazione agricola di pregio con produzioni vitivinicole (raboso e prosecco) e orticole (asparagi) di assoluta eccellenza, caratteristiche che peraltro lo stesso PTCP della provincia di Treviso riconosce e considera degne della massima tutela. L’area interessata dal nuovo casello non è caratterizzata da forti insediamenti di carattere industriale o commerciale tali da rendere indispensabile un accesso facilitato alla rete autostradale, né l’attuale stato di crisi generale lascia presupporre una futura espansione degli insediamenti e del traffico. Non si è ancora arrivati all’approvazione definitiva del Piano Regionale per le Attività di Cava (PRAC) e la vicinanza di un vincolo stradale potrebbe creare condizioni più favorevoli ed appetibili per i cavatori.

    Ma a queste motivazioni va aggiunto lo sperpero di denaro pubblico per un’opera che quando sarà realizzata vedrà sorgere ben 3 caselli autostradali in un’area del raggio di 4.7 Km, ove si consideri che la distanza media tra i caselli autostradali in Italia risulta di circa 12 Km; a pochi km di distanza dal casello previsto verrà infatti realizzato l’innesto dell’autostrada pedemontana veneta sull’A27 che disterà da esso 6 Km e appena 3 Km dal casello Treviso Nord.

    A fronte di queste problematiche un capogruppo in regione Veneto ha presentato un’interrogazione a risposta immediata alla Giunta Zaia per chiedere quali siano le esatte proiezioni dell’attività di cava previste dagli Ambiti Territoriali Estrattivi che insistono nella zona interessata alla realizzazione del casello, in vista anche dell’approvazione definitiva del PRAC; quali saranno i flussi di traffico previsti nella zona una volta realizzato il casello; quali siano le reali disponibilità del gestore autostradale a valutare l’ipotesi di una A27 “aperta” con accessi intermedi anziché caselli.

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